Il panorama normativo di inizio anno introduce cambiamenti radicali che richiedono un'attenzione particolare sia dalle famiglie che dagli imprenditori. Le criticità sollevate dai notai sulla nuova gestione delle successioni e le scadenze imminenti del Modello IVA 2026 delineano un contesto in cui l'errore procedurale può generare costi imprevisti e sanzioni pesanti.
La transizione verso la dichiarazione di successione in autoliquidazione — un modello che ricalca quello utilizzato per le compravendite immobiliari — sta riscontrando forti riserve tecniche.
Responsabilità del contribuente: Se in passato era l'Agenzia delle Entrate a calcolare l'imposta dopo la presentazione, ora l'onere del calcolo e il versamento immediato spettano al contribuente o al professionista.
I rischi segnalati: Le principali incertezze riguardano la gestione delle agevolazioni "prima casa", il trattamento dei crediti d'imposta e la valutazione delle quote societarie. Un errore nel calcolo iniziale può bloccare le volture immobiliari e dare il via a accertamenti immediati.
La visione Refinanx: La successione non è solo un atto burocratico, ma il passaggio finale della protezione patrimoniale. In un sistema di autoliquidazione ancora acerbo, la consulenza preventiva è l'unico scudo contro il contenzioso.
Dal 2 febbraio si apre ufficialmente la finestra per l'invio del nuovo Modello IVA. La novità più rilevante è il rafforzamento dei controlli sulle società non operative (comunemente note come "società di comodo").
Test di operatività: Il nuovo modello richiede una mappatura dettagliata dei ricavi minimi attesi in base ai beni posseduti. Le società che non superano questi test subiranno limitazioni pesanti: l'impossibilità di chiedere rimborsi IVA o di compensare il credito IVA con altre imposte.
Immobiliare e Holding: Molte strutture societarie nate per gestire il patrimonio familiare potrebbero trovarsi in una zona grigia. È fondamentale verificare la conformità prima dell'invio per valutare eventuali riorganizzazioni, come la trasformazione in società semplice.
L'introduzione di questi nuovi modelli non è solo un cambio di modulistica, ma il segnale di un Fisco sempre più orientato all'analisi dei dati automatizzata.
Incrocio dei dati: Con il nuovo Modello IVA e le dichiarazioni digitali, l'Amministrazione Finanziaria incrocia istantaneamente i valori catastali, le consistenze bancarie e i flussi di fatturazione elettronica.
Trasparenza totale: La "compliance" non è più una verifica ex-post, ma un monitoraggio in tempo reale. Per le aziende e i grandi patrimoni, questo significa che ogni discrepanza tra il dichiarato e il reale viene intercettata dai sistemi centralizzati prima ancora che un funzionario umano apra la pratica.
Prevenire il rischio: In Refinanx sottolineiamo come la trasparenza digitale richieda una coerenza assoluta tra la strategia aziendale e la rendicontazione fiscale: l'algoritmo non ammette "zone d'ombra" interpretative.
Fonte: Il Sole 24 Ore