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Tassi BCE: La prima direzione del 2026. Cosa aspettarsi dall'Euribor per i mutui aziendali nel primo trimestre.

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Tassi BCE: La prima direzione del 2026. Cosa aspettarsi dall'Euribor per i mutui aziendali nel primo trimestre.
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Tassi BCE: La prima direzione del 2026. Cosa aspettarsi dall'Euribor per i mutui aziendali nel primo trimestre

Il 2026 si apre sotto il segno di una cauta stabilità. Dopo un 2025 caratterizzato da una serie di tagli aggressivi che hanno riportato il costo del denaro verso livelli neutrali, la Banca Centrale Europea ha scelto la linea dell'attesa nelle prime battute di quest'anno. Per le imprese italiane, questo significa una fase di consolidamento dei tassi di interesse, con poche sorprese ma anche meno spazio per ulteriori riduzioni immediate.

 

1. La strategia della BCE: Lo stop ai tagli

Dopo aver effettuato otto tagli consecutivi nel corso dell'ultimo anno, la BCE ha mantenuto i tassi invariati nell'ultima riunione. La direttrice tracciata da Francoforte per l'inizio del 2026 è chiara: monitorare l'inflazione dei servizi, che resta l'ultima "sacca" di resistenza per il pieno raggiungimento del target del 2%.

  • Tasso sui depositi: Confermato al 2,00%.

  • Tasso di rifinanziamento principale: Stabile al 2,15%.

  • Tasso di prestito marginale: Fissato al 2,40%.

Questa "pausa" serve alla BCE per valutare se la crescita del PIL dell'Eurozona (prevista all'1,2% per il 2026) sia sufficientemente solida da sostenere un'economia senza ulteriori stimoli monetari immediati.

 

2. Focus Euribor: Le previsioni per il Q1 2026

L'Euribor, parametro di riferimento per la stragrande maggioranza dei mutui aziendali a tasso variabile, ha già recepito gran parte delle mosse della BCE. Nel primo trimestre del 2026, ci aspettiamo un andamento "piatto" o con oscillazioni millesimali.

  • Euribor 3 Mesi: Attualmente gravita intorno al 2,02% - 2,05%. I mercati dei futures indicano che rimarrà ancorato a questi livelli per tutto il mese di marzo, senza scendere sotto la barriera del 2% nel breve termine.

  • Euribor 6 Mesi: Leggermente più alto, intorno al 2,11%, riflettendo un'aspettativa di tassi stabili per la prima metà dell'anno.

Cosa significa per l'impresa? Le rate dei mutui variabili sottoscritti negli anni del "picco" (2023-2024) sono ormai sensibilmente più basse, ma per questo trimestre non è previsto un ulteriore calo automatico.

 

3. Mutui Aziendali: Meglio il fisso o il variabile?

Con l'Euribor stabilizzato intorno al 2% e gli indici IRS (Eurirs) che per le scadenze a 10 anni si attestano intorno al 2,80% - 2,90%, la scelta del tasso per i nuovi investimenti diventa una questione di strategia di tesoreria:

  1. Tasso Fisso: Scelta consigliata per chi cerca certezza del costo del capitale in un momento di incertezza geopolitica. I tassi finiti per le imprese (spread incluso) si muovono oggi tra il 3,10% e il 3,60%.

  2. Tasso Variabile: Resta appetibile per chi scommette su una ripresa dei tagli della BCE nella seconda metà del 2026. Tuttavia, lo spread bancario oggi gioca un ruolo fondamentale: con un Euribor al 2%, uno spread dell'1,5% porta il costo totale al 3,5%, rendendolo molto simile al tasso fisso.

 

4. Il fattore "Transizione 5.0"

Un elemento che influenzerà l'accesso al credito nel Q1 2026 non è solo il tasso nominale, ma la capacità dell'impresa di presentare progetti "bancabili" legati alla sostenibilità. Molte banche offrono oggi "Green Spreads" (riduzioni dello spread di 10-20 punti base) per le imprese che utilizzano il finanziamento per investimenti certificati in efficientamento energetico.

 

Conclusioni

Il primo trimestre del 2026 è una "zona di bonaccia" per i tassi. Le imprese hanno l'opportunità di pianificare investimenti a lungo termine senza il timore di nuovi rialzi, ma con la consapevolezza che il periodo dei tassi allo 0% è definitivamente un ricordo del passato.

 

 

Fonte: Il Sole 24 Ore