Il 2026 si apre con una sfida complessa per il portafoglio di automobilisti e imprese. Le più recenti analisi de Il Sole 24 Ore delineano una vera e propria “tempesta perfetta” di aumenti che colpisce i tre pilastri della mobilità: carburanti, autostrade e assicurazioni.
Per le aziende del Nord, che operano nel cuore logistico del Paese, questi rincari non rappresentano soltanto un aggravio amministrativo, ma una variabile che incide in modo diretto e significativo su EBITDA e flussi di cassa. Vediamo nel dettaglio cosa sta accadendo e quali leve finanziarie possono essere attivate per governarne l’impatto.
Uno dei nodi più sensibili riguarda il progressivo riallineamento delle accise tra benzina e gasolio. La graduale eliminazione dei cosiddetti sussidi ambientalmente dannosi sta spingendo il prezzo del diesel su livelli ormai prossimi – e in alcuni casi superiori – a quelli della benzina.
Impatto sulle PMI: Le flotte aziendali, ancora fortemente composte da mezzi a gasolio destinati alle lunghe percorrenze, registrano un incremento del costo operativo per chilometro, con effetti immediati sulla marginalità delle commesse e sulla capacità di pianificare con accuratezza i budget di trasporto.
Nel 2026 entrano a pieno regime i nuovi piani economico-finanziari delle concessionarie autostradali. I rincari medi, stimati tra il 2% e il 3%, gravano in particolare sulle direttrici strategiche del Nord, come la A4 (Torino–Trieste), la A1 e la A21.
Analisi finanziaria: Per un’azienda che effettua consegne giornaliere tra Milano, Padova e Bologna, l’aumento dei pedaggi può tradursi in migliaia di euro di costi aggiuntivi all’anno, spesso difficili da ribaltare rapidamente sui listini. Il risultato è una compressione dei margini operativi e una maggiore tensione sul cash flow.
Nonostante la diffusione di dispositivi telematici (“scatole nere”) e di sistemi avanzati di assistenza alla guida, i premi RC Auto continuano a crescere. A spingere verso l’alto le tariffe contribuiscono in particolare l’inflazione sul costo dei ricambi e l’aumento degli importi riconosciuti per i danni fisici.
Educazione finanziaria: Diventa fondamentale non subire in modo passivo il rinnovo automatico delle polizze. Una gestione proattiva dei contratti assicurativi, con revisione periodica dei massimali, delle franchigie e delle garanzie accessorie, rappresenta oggi uno strumento essenziale per ottimizzare i costi fissi e presidiare il rischio.
Affrontare questo scenario richiede un approccio strutturato che vada oltre il semplice “taglio dei costi” e integri pianificazione finanziaria, ottimizzazione contrattuale e accesso mirato alle misure agevolative. Tre leve, in particolare, possono generare un impatto significativo:
Come approfondito nei precedenti articoli, il rinnovo della flotta con veicoli a minore impatto ambientale (elettrici o ibridi di ultima generazione) non è soltanto una scelta di sostenibilità. Grazie al Credito d’Imposta 5.0, una quota rilevante dell’esborso iniziale può essere coperta da misure pubbliche, mentre il minor consumo di carburante e la riduzione dei costi di manutenzione contribuiscono a preservare i margini futuri e a rendere più resiliente il conto economico aziendale.
L’introduzione di strumenti di monitoraggio dedicati, come le carte carburante aziendali, permette non solo di garantire un recupero puntuale dell’IVA, ma anche di costruire una base dati strutturata per analizzare i consumi, individuare inefficienze e definire policy di utilizzo più efficaci per l’intera flotta.
In un contesto caratterizzato da tassi elevati e maggiori oneri accessori, numerosi contratti di leasing sottoscritti in passato possono risultare oggi meno competitivi. Refinanx può affiancarti nella valutazione tecnico-finanziaria delle soluzioni in essere e nel confronto con alternative come il noleggio a lungo termine “tutto incluso”, con l’obiettivo di stabilizzare la struttura dei costi, ridurre l’esposizione alle sorprese su RC Auto e manutenzione e migliorare la prevedibilità dei flussi di cassa.
I rincari del 2026 rappresentano un segnale chiaro: la mobilità “tradizionale” sta diventando strutturalmente più onerosa. Le imprese che sapranno difendere e rafforzare i propri margini saranno quelle capaci di anticipare il cambiamento, cogliere le opportunità offerte dalle agevolazioni fiscali per rinnovare parchi mezzi e asset produttivi e integrare la gestione della mobilità all’interno di una pianificazione finanziaria evoluta della logistica e dei trasporti.
Fonte: Il Sole 24 Ore