Costi Energetici 2026: Guida alla Sopravvivenza nel Mercato Libero Business
Costi Energetici 2026: Guida Strategica al Mercato Libero Business
Gennaio 2026 si apre con un segnale positivo: il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica (PUN) e del gas (PSV) è in diminuzione rispetto allo scorso anno. Per una PMI del Nord Italia, però, il beneficio reale non dipende solo dall’andamento del mercato, ma dalla capacità di leggere correttamente la bolletta e di scegliere una struttura tariffaria coerente con il proprio profilo di consumo e con il budget energetico aziendale.
1. Il nuovo scenario: fine definitiva della Maggior Tutela
Dal 2026, il Servizio di Maggior Tutela è definitivamente superato per tutte le categorie non vulnerabili.
Microimprese e Professionisti
Chi non ha effettuato una scelta attiva è stato automaticamente trasferito al Servizio a Tutele Graduali. Le tariffe STG possono risultare competitive nel breve periodo, ma non offrono sempre la flessibilità necessaria alle imprese che hanno bisogno di prezzi fissi per presidiare i costi e pianificare con precisione il budget.
La sfida del 2026: Energy as a Service
Il mercato libero propone ora soluzioni di tipo “Energy as a Service”, che integrano:
- fornitura di energia,
- monitoraggio digitale dei consumi,
- servizi di manutenzione.
L’obiettivo è trasformare il costo energetico da semplice voce di spesa a fattore più governabile, prevedibile e integrato nella pianificazione economico-finanziaria dell’impresa.
2. Come leggere la Nuova Bolletta 2026
Dalla seconda metà del 2025 è stata introdotta la bolletta semplificata. Nonostante il nome, per un’azienda la struttura rimane articolata. Per capire quanto stai pagando davvero, è fondamentale concentrarsi su alcune voci chiave.
Spesa per la materia energia
È l’unica componente oggetto di reale negoziazione commerciale e si articola in:
- Quota Fissa (CCV): espressa in €/mese. È decisiva per chi ha consumi contenuti (ad esempio uffici o studi professionali), perché incide in modo proporzionalmente maggiore sul totale fatturato.
- Quota Energia: espressa in €/kWh (elettricità) o €/Smc (gas). È l’elemento centrale per laboratori, piccole industrie e, in generale, per chi ha consumi più intensivi.
Oneri di Sistema e Trasporto
Sono componenti regolate da ARERA e uguali per tutti i fornitori. Nel 2026, gli oneri a copertura degli incentivi alle rinnovabili incidono ancora per circa il 20–25% del totale fatturato, rappresentando quindi una quota non trascurabile del costo complessivo.
Potenza Impegnata
È importante verificare che i kW contrattualizzati siano coerenti con il fabbisogno reale dell’azienda. Una potenza impegnata eccessiva comporta un costo fisso ricorrente, indipendente dai consumi effettivi, e quindi uno spreco strutturale di risorse.
3. Prezzo Fisso o Indicizzato? Una scelta di risk management
All’inizio del 2026, con indici energetici relativamente stabili ma ancora soggetti a volatilità, la scelta tra prezzo fisso e prezzo indicizzato diventa una vera decisione di **gestione del rischio**.
Offerta a Prezzo Fisso (12–24 mesi)
L’offerta a prezzo fisso garantisce stabilità del costo e consente di pianificare il budget energetico senza sorprese.
È particolarmente indicata per:
- aziende con margini ridotti,
- realtà che non possono permettersi shock improvvisi in bolletta,
- imprese che privilegiano prevedibilità e controllo del cash flow rispetto a possibili risparmi di breve periodo.
Offerta a Prezzo Indicizzato (PUN/PSV)
L’offerta a prezzo indicizzato consente di recepire più rapidamente i ribassi di mercato, come quelli osservati in questa fase iniziale del 2026.
È più adatta a:
- imprese con buona liquidità,
- aziende con capacità di assorbire oscillazioni mensili,
- realtà che accettano un maggior grado di variabilità in cambio di un potenziale risparmio nel medio periodo.
4. Cinque consigli per scegliere il fornitore nel 2026
4.1 Non fermarti al solo prezzo al kWh
Un prezzo energia molto basso può essere compensato da quote fisse (PCV) elevate, che erodono il vantaggio apparente. È quindi essenziale valutare l’offerta nel suo complesso, considerando sia la componente variabile sia quella fissa.
4.2 Controlla lo “spread” o “alpha”
Nelle offerte indicizzate, lo spread (o alpha) rappresenta il margine che il fornitore aggiunge al prezzo di borsa. Nel 2026, per il segmento business, uno spread equilibrato si colloca indicativamente tra **0,01 e 0,02 €/kWh**. Valori significativamente superiori possono ridurre il beneficio dei ribassi di mercato.
4.3 Valuta la Certificazione Verde
Sempre più istituti di credito, in ottica di Rating ESG (come già approfondito), richiedono evidenze che l’energia utilizzata provenga da fonti rinnovabili. Per questo è consigliabile privilegiare fornitori che rilasciano la **Garanzia d’Origine (GO)**, così da rafforzare anche il posizionamento ESG dell’azienda.
4.4 Pretendi un Servizio Clienti Dedicato
Per un’impresa, passare ore al telefono con un call center è un costo indiretto rilevante. È preferibile scegliere operatori che offrano:
- un referente business dedicato,
- canali di contatto chiari,
- tempi di risposta definiti.
Questo riduce inefficienze operative e velocizza la gestione di eventuali criticità.
4.5 Utilizza Strumenti di Monitoraggio
Nel 2026, un fornitore evoluto mette a disposizione portali e strumenti digitali per analizzare:
- picchi di consumo,
- profili orari e stagionali,
- eventuali sprechi o anomalie.
Conoscere quando e come consumi è il primo passo per costruire una **strategia di risparmio energetico efficace**, integrata nella pianificazione economico-finanziaria dell’impresa.
Conclusioni
L’energia nel 2026 non è più una semplice “commodity” da pagare a fine mese, ma una vera e propria leva competitiva e finanziaria. La fine del mercato tutelato va interpretata come un’opportunità per:
- rivedere e rinegoziare contratti superati,
- riallineare i costi energetici agli obiettivi di efficienza e sostenibilità,
- rafforzare la stabilità dei costi e la resilienza economica della tua impresa.
Fonte: Il Sole 24 Ore
