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Conti DepositSalari e Inflazione: la "tassa occulta" che ha eroso il 9% del potere d'acquisto.

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Conti DepositSalari e Inflazione: la "tassa occulta" che ha eroso il 9% del potere d'acquisto.
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Salari e Inflazione: la "tassa occulta" che ha eroso il 9% del potere d'acquisto

Mentre i mercati finanziari festeggiano nuovi record, l'economia reale delle famiglie italiane si trova a gestire una ferita profonda. Il recente report dell'INPS ha messo nero su bianco una realtà che molti percepiscono quotidianamente: tra il 2019 e il 2024, le retribuzioni contrattuali non sono riuscite a tenere il passo dei prezzi, portando a una perdita netta del potere d'acquisto superiore ai 9 punti percentuali.

 

1. La dinamica della forbice: prezzi vs buste paga

Il fenomeno è stato alimentato da un disallineamento temporale e quantitativo. Mentre l'inflazione (spinta da costi energetici e crisi delle supply chain) ha registrato picchi che non si vedevano dagli anni '80, i rinnovi contrattuali sono arrivati in ritardo o con aumenti che hanno coperto solo parzialmente l'aumento del costo della vita.

In termini pratici, un salario che nel 2019 permetteva di coprire un intero paniere di beni e servizi, oggi ne copre solo il 91%. È, di fatto, come se ogni lavoratore avesse lavorato un mese all'anno "gratis" rispetto a cinque anni fa.

 

2. Chi ha pagato il prezzo più alto?

Il report evidenzia che l'erosione non è stata uniforme:

  • Il settore privato: Ha sofferto maggiormente il ritardo nei rinnovi dei Contratti Collettivi Nazionali (CCNL).

  • I redditi medio-bassi: Poiché la voce di spesa principale (energia e generi alimentari) è quella che ha subito i rincari più violenti, chi ha redditi minori ha subito un'inflazione "reale" ben superiore alla media ISTAT.

  • I risparmiatori passivi: Chi ha lasciato la liquidità ferma sui conti correnti infruttiferi ha subito una doppia svalutazione: quella del reddito mensile e quella del capitale accantonato.

 

3. La visione di Refinanx: reagire all'erosione

In un contesto di stagnazione salariale, la pianificazione finanziaria non è più un lusso, ma una necessità di difesa. Se non è possibile agire immediatamente sulla leva del reddito (la busta paga), è fondamentale agire sulla leva della gestione della liquidità.

Ecco le tre contromisure che suggeriamo ai nostri clienti:

  • Ottimizzazione dei flussi di cassa: Analizzare le spese fisse per eliminare le inefficienze e liberare risorse.

  • Investimenti "Inflation-Linked": Utilizzare strumenti finanziari (come i BTP Italia o strumenti indicizzati) che proteggano il capitale dalla perdita di potere d'acquisto.

  • Ricollocamento del risparmio: Come abbiamo visto nell'analisi dei conti deposito, oggi esistono strumenti che offrono rendimenti vicini al 3%, capaci di compensare almeno in parte l'inflazione residua.

 

Conclusioni

La perdita di 9 punti di potere d'acquisto è un segnale d'allarme che non può essere ignorato. Il risparmio "sotto il mattone" o sul conto corrente è oggi il peggior nemico del benessere finanziario. La missione di Refinanx è trasformare la preoccupazione in una strategia attiva di protezione e crescita.

 

 

Fonte: Il Sole 24 Ore