L'epoca del Superbonus è ufficialmente tramontata, lasciando spazio a un regime di incentivi molto più mirato e tecnico. Per il 2026, il legislatore ha spostato il focus dai condomini ai siti produttivi, con l'obiettivo di rendere l'industria italiana meno energivora e più competitiva.
Per le imprese proprietarie di opifici e capannoni (C/1 e D/8), la detrazione non è più una semplice "ristrutturazione", ma un progetto di riqualificazione energetica integrata.
Ecobonus Grandi Superfici: Resta attiva la detrazione al 65% (con tetti di spesa specifici) per interventi di coibentazione (cappotti termici industriali), sostituzione di infissi di grandi dimensioni e installazione di sistemi di schermatura solare.
Sismabonus Acquisti e Riqualificazioni: Nelle zone a rischio sismico (molto comuni in Veneto e Lombardia), gli interventi di consolidamento strutturale dei capannoni continuano a godere di aliquote premiali, fondamentali per la sicurezza dei lavoratori e la continuità del business.
La grande differenza del 2026 è che il bonus edilizio non viaggia più da solo. Il credito d'imposta più vantaggioso si ottiene integrando i lavori edili con il piano Transizione 5.0.
Il Vantaggio: Se il rifacimento del tetto del capannone è propedeutico all'installazione di un impianto fotovoltaico o alla riduzione del consumo energetico del processo produttivo (almeno il 3-5% del totale), parte delle spese può rientrare nel credito d'imposta potenziato, che può arrivare fino al 45% della spesa con compensazione immediata.
Per molti capannoni costruiti tra gli anni '70 e '90, la sfida è la rimozione dell'eternit. Nel 2026 sono stati rifinanziati i bandi (spesso gestiti a livello regionale o tramite l'INAIL) che coprono fino al 50-65% dei costi di bonifica e rifacimento del tetto, a patto che questo sia abbinato alla posa di pannelli fotovoltaici per l'autoconsumo.
Per non perdere questi incentivi, l'iter burocratico è diventato più rigoroso:
Diagnosi Energetica Ex-Ante: Obbligatoria per dimostrare il salto di classe o il risparmio percentuale.
Certificazioni DNSH: Ogni intervento deve rispettare il principio di "Non arrecare danno significativo all'ambiente".
Pianificazione Finanziaria: A differenza del passato, lo sconto in fattura è quasi sparito. Oggi è fondamentale la capacità di capienza fiscale dell'azienda o l'accesso a linee di credito dedicate per anticipare l'investimento.
Il "Bonus Capannoni" 2026 non è più una manovra di edilizia, ma di competitività industriale. Ridurre le dispersioni termiche di un magazzino di 5.000 mq significa abbattere i costi fissi in modo permanente, aumentando il valore dell'immobile a bilancio.
Refinanx supporta le imprese nella gestione tecnica e finanziaria di questi bonus: dall'analisi della capienza fiscale alla strutturazione del finanziamento ponte per l'avvio dei lavori.
Fonte: Il Sole 24 Ore