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Accesso al Credito nel Nord Italia

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Accesso al Credito nel Nord Italia
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Accesso al Credito nel Nord Italia: Oltre la Banca, la Nuova Finanza Complementare per le PMI

Per decenni, il rapporto tra le piccole imprese del Nord Italia e il sistema bancario è stato esclusivo. Oggi, in un contesto di tassi ancora sensibili e criteri di rating sempre più stringenti, limitarsi al solo canale bancario è un rischio strategico.

Nel 2026, la parola d’ordine per le imprese lombarde, venete ed emiliane è diversificazione delle fonti. Esploriamo le alternative concrete che stanno ridefinendo l’accesso al capitale.

 


 

1. Minibond e Private Debt: Il mercato si riapre

Dopo un periodo di assestamento, il mercato dei Minibond sta vivendo una nuova giovinezza. Le PMI che fatturano tra i 5 e i 50 milioni di euro hanno scoperto che emettere titoli di debito non è solo una prerogativa delle grandi quotate.

  • Perché convengono: Permettono di ottenere finanziamenti a medio-lungo termine senza intaccare le linee di credito bancarie tradizionali.

  • I "Basket Bond" regionali: Iniziative come i Lombardia Basket Bond o i programmi del sistema camerale veneto permettono a gruppi di imprese di presentarsi insieme agli investitori istituzionali, abbattendo i costi di emissione e migliorando il profilo di rischio.


 

2. Fintech e Factoring Digitale: Liquidità in tempo reale

La gestione del capitale circolante (working capital) è il punto debole di molte filiere produttive del Nord-Est. Qui entra in gioco la finanza tecnologica.

  • Invoice Trading: Piattaforme che permettono di cedere le proprie fatture commerciali a investitori privati, ottenendo liquidità entro 48 ore, spesso con criteri di valutazione meno rigidi rispetto agli anticipi fatture bancari.

  • Direct Lending: Finanziamenti erogati direttamente da fondi attraverso piattaforme digitali, ideali per chi ha bisogno di velocità d'esecuzione per cogliere opportunità di mercato improvvise.


 

3. Crowdinvesting: Il territorio che finanzia l’impresa

L’Italia, e il Nord in particolare, è ai vertici europei per numero di piattaforme di crowdfunding autorizzate (regolamento ECSP).

  • Equity Crowdfunding: Non è più solo per startup. Molte PMI mature usano queste campagne per raccogliere capitale di rischio, coinvolgendo spesso i propri clienti o fornitori come soci (finanza di filiera).

  • Lending Crowdfunding: Un prestito collettivo dove i risparmiatori finanziano direttamente un progetto aziendale in cambio di un interesse annuo certo, creando un legame diretto tra risparmio locale e produzione locale.


 

4. Il ruolo delle garanzie pubbliche nel 2026

Nonostante le riforme che hanno leggermente ridotto le coperture per la "liquidità pura" (ora al 30-40%), il Fondo di Garanzia per le PMI resta un pilastro, specialmente per gli investimenti:

  • Investimenti Digitali e Green: La garanzia pubblica arriva ancora all'80%, facilitando l'erogazione di prestiti bancari che altrimenti sarebbero negati o troppo costosi.

  • Sinergia con le Regioni: Bandi come quelli di Finpiemonte o Finlombarda spesso aggiungono contributi a fondo perduto che abbattono drasticamente il tasso d’interesse finale.


 

Il consiglio di Refinanx: Come prepararsi?

Affrontare la finanza complementare richiede un cambio di mentalità. Per essere "appetibili" agli investitori alternativi (fondi, folla, istituzioni), l'azienda deve curare tre aspetti:

  1. Trasparenza del Bilancio: Non bastano i numeri, serve una narrazione chiara dei piani di crescita.

  2. Rating ESG: Sempre più spesso, l'accesso a canali alternativi è subordinato a una valutazione della sostenibilità ambientale e sociale.

  3. Pianificazione: La finanza complementare non serve a "tappare i buchi", ma a finanziare progetti di espansione.

Fonte: Il Sole 24 Ore